giovedì 8 gennaio 2009

3.2 MP e la scoperta dell'acqua calda

Dopo tanti anni di scatti fotografici, questa sera per la prima volta ho assistito alla stampa casalinga di una foto. La foto, risalente all'estate del 2006, ritrae una coppia di amici di famiglia ed è stata scattata con una compatta digitale HP Photosmart 735 da 3.2MP. Questa macchina fotografica totalmente automatica e senza nessuna velleità dal punto di vista qualitativo, deve la sua fama unicamemte alla fame di energia, infatti, erano sufficienti una decina di scatti con il display LCD acceso per esaurire le batterie. Per fortuna i previdenti progettisti dell'HP la dotarono di mirino a telemetro.

La fotografia, dopo qualche ritaglio (che ha diminuito ulteriormente il numero di megapixel) è stata stampata su un foglio A4 di carta fotografica per stampanti a getto d'inchiostro con una stampante HP Designjet 500, quindi non su una stampante dedicata alla fotografia. A parte una leggera dominante verde, dovuta ad una cattiva calibrazione dei colori della fotografia originale, il risultato è a dir poco eccellente.

Probabilmente chi stampa spesso, sapeva già che 3MP con una compatta low-end sono più che sufficienti per una stampa A4. Invece, per me, spettatore impotente della guerra dei MP, è stata una scoperta abbastanza sorprendente. E adesso chi me lo fa fare di cambiare la mia Pentax K100D da 6MP?

P.S.
La Photosmart, vinta ad una sorta di lotteria nella primavera del 2004, malgrado un bagno nell'acqua di un torrente di montagna (si vede ancora un po' di nebbia nel mirino) ha tirato avanti fino alla primavera del 2007.

giovedì 25 settembre 2008

Friuli DOC 2008


Lo scorso fine settimana sono stato a prendere le solite fregature a Friuli DOC. Anche dal punto di vista fotografico non è stata un'uscita entusiasmante, 15 scatti ed uno solo decente, un primo piano di Venturin (alias Caco).

Photo Story 3 e Movie Maker

Nei giorni scorsi, mi sono dilettato con un paio di software gratuiti di Microsoft: Photo Story 3 for Windows e Windows Movie Maker. Il primo l'ho usato per creare delle presentazioni a partire da delle fotografie, mentre il secondo l'ho usato per montare le presentazioni e per aggiunger titoli e sonoro.

Per le esigenze dell'utente alle prime armi, Photo Story è praticamente perfetto, nel giro di pochi minuti si riesce a preparare una presentazione più che dignitosa. L'unica limitazione è data dalla mancanza di effetti di entrata delle fotografie, è possibile modificare la transizione tra una foto e l'altra ma, tanto per fare un esempio, non è possibile ruotare una foto oppure farla entrare da un lato. Per chi fosse veramente inesperto, consiglio di usare fotografie in formato jpg di dimensioni intorno ai 2 Mpixel di qualità normale (intendo qualità jpg, le foto brutte buttatele). Poiché il prodotto finale sarà un filmato, non ha senso usare dimensioni o qualità maggiori. Il formato di uscita 800x600 per PC è più che soddisfacente per valutare l'effetto finale e permette di lavorare con una certa celerità.

Movie Maker è un po' più delicato e creare un filmato che dura più di 10 minuti richiede molta pazienza: i) ogni tanto il software si piante e bisogna chiudere il processo e ricominciare dall'ultimo salvataggio, ii) le tracce audio in formato mp3 sono tagliate in modo osceno e quindi bisogna perdere un po' di tempo per cercare di tagliarle nei punti giusti in modo da non sentire rumori strani, iii) le tracce audio non sono ancorate ai filmati ma sono flottanti, l'aggiunta di una traccia provoca lo spostamento erratico di quelle successive.

domenica 7 settembre 2008

Non voglio crederci

Poiché non vado al cinema tanto spesso, vale la pena raccontare quando lo faccio. Ieri sera è stata la volta di X-Files. Tenendo conto che la serie dei telefilm è uscita da quasi quindici anni negli USA e tenendo conto che gli appassionati più giovani avranno tra i 25 ed i 30 anni il film "X-Files voglio crederci" è una vera e propria offesa all'intelligenza degli spettatori.

La trama segue due filoni della vita di Scully: uno riguarda la vicenda investigativa al centro del film, mentre l'altro riguarda l'attività professionale di medico. Il primo è talmente farraginoso ed incongruente da far svanire quel po' di suspense creata dallo svolgersi degli eventi. Il secondo invece è estremamente banale e prevedibile (la trama non la racconto, vedere per credere). La parte assegnata al prete Billy Connolly è abbastanza originale, ma non sufficiente a riabilitare il film. In definitiva direi che la scenografia di Carter e Spotnitz è decisamente scadente, degna di un film di serie B.

Le uniche cose che salvo sono le due interpreti femminili: Gillian Anderson e Amanda Peet e la fotografia (che altro se no?) con dei primi piani e degli sfocati tanto belli da far sbavare. Dimenticavo, i titoli di coda, ovviamente, vanno visti fino alla fine.

Purtroppo la 20th Century Fox non permette la copia dei materiali e delle immagini presenti nel sito del film. Se volete vedere alcune foto del film dovete per forza andare qui.

giovedì 31 luglio 2008

Google non funziona

È mai possibile che inserendo "truffa russe" o "truffe russe" in google, questo blog sia il primo risultato?

Workshop fotografico con Mario Verin

2008-07-25-27 Workshop Fotografico con Mario Verin
Lo scorso fine settimana ho partecipato ad un workshop di fotografia naturalistica nelle Alpi Giulie con il fotografo Mario Verin alpinista ed accademico del CAI. Il workshop è durato quasi due giorni e mezzo, dalla mattina alla sera (nel vero e proprio senso della parola). A parte i numerosi e preziosi consigli di Mario e di sua moglie Giulia, osservare e lavorare sul campo insieme ad un professionista è sicuramente la parte più interessante di tutto il workshop.

Cosa ho imparato da questo workshop? Tante cose, tra le quali spero di aver imparato a fare fotografie migliori. Due punti mi sono rimasti impressi più di tutti gli altri. I boschi possono essere più interessanti di quello che appaiono. Le fotografie digitali, dopo essere uscite dalla fotocamera, richiedono ancora tanto lavoro prima di poter rendere interamente le intenzioni del fotografo.

mercoledì 11 giugno 2008

Monte Tamai

2008-06-01 Monte Tamai
Con i soliti 10 giorni di ritardo, ho aggiunto la galleria delle foto dell'ultima escursione. Da Fielis (fraz. di Zuglio) al Monte Tamai, passando per un po' di malghe. Gita molto appagante dal punto di vista paesaggistico. Le malghe che si incontrano lungo il percorso sono molto ben tenute e ristrutturate, ma ancora chiuse.

Partendo da Fielis il giro è lungo circa una 20ina di km ed il dislivello è di poco inferiore ai 1300m. Per chi non ha voglia di scarpinare così tanto, un percorso perfettamente equivalente, dal punto di vista del paesaggio, parte direttamente dalla quota 1730 del Monte Zoncolan, facilmente raggiungibile in automobile. La salita al monte Tamai la sconsiglio perché in cima si è accolti dai tralicci di un impianto di risalita di recente costruzione, è sicuramente meglio salire sul monte Arvenis che sta proprio lì di fronte e godersi un panorama meno inquinato.